N-non è come sembra!, Privata.

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Emma Woodhouse
view post Posted on 18/6/2018, 10:52




XhuUgZ8

«Ehilà, c'è qualcuno qui? Iuh-hu? Madama Pince?»
Picchiettò le dita sul bancone di mogano, sporgendo la chioma bionda in avanti. Possibile che il preside Peverell avesse licenziato la storica bibliotecaria di Hogwarts? Se le avessero chiesto di stilare una lista dei collaboratori più diligenti della scuola, in cima avrebbe messo senza dubbio la donna dall'espressione austera, la stessa che alcuni mesi prima aveva minacciato di cacciarla dalla biblioteca, se solo avesse impiastricciato nuovamente un libro di incantesimi con del caramello. La stessa che non lasciava mai la sua fidata postazione, ma che adesso sembra essersi dissolta nel nulla.
Emma continuò a guardarsi intorno, prendendo coscienza di essere l'unica presenza all'interno della stanza, probabilmente anche dato l'orario. Il pranzo era passato da poco, ma lei era ben decisa a sfruttare tutto il tempo utile per recuperare le decine di lezioni che si era arretrata a causa di quell'assenza prolungatasi troppo a lungo.
Si allontanò dunque dall'entrata, spostandosi poco più in là, tra le file dedicate ai manuali di Erbologia. Fece scorrere gli occhi lungo i titoli, chiedendosi se mai qualcuno ne avesse utilizzato uno, tanto erano impolverati. Ne adocchiò uno, utile per approfondire i fertilizzanti, l'argomento a cui doveva dedicarsi nelle prossime ore. Peccato che la Pince non fosse nei paraggi, pronta a recuperarglielo con un colpo di bacchetta.

«Avranno fatto dei tagli ai fondi scolastici, altrimenti questi disservizi non me li spiego.»
Borbottò tra sé e sé, sbuffando. Ecco allora che dovette ingegnarsi per prenderlo in piena autonomia. Raggiunse i tavolinetti adibiti per lo studio, recuperando uno degli sgabelli più alti e sistemandolo poi in direzione dello scaffale incriminato. Con un balzo atletico da far impallidire il professor White si arrampicò su di esso, ma visti i pochi centimetri di altezza su cui poteva far affidamento, dovette persino mettersi sulle punte e sbracciarsi, prima di afferrare quel dannato libro. Il minimo per ricompensare tutti quegli sforzi fisici - impensabili per una pigrona come lei - adesso era scrivere una pergamena che le sarebbe valsa una bella O.
«Gnf--ecco! Finalmente ti ho pres---AAAAAAAAAAAAAAAAH! AIUUUUT---»
Proprio quando il lavoraccio sembrava ormai essersi concluso, ecco che a causa della sua solita sbadataggine non poggiò il piede su cui si era sbilanciata sulla superficie lignea, bensì sul nulla, perdendo l'equilibrio. Un attimo prima ondeggiava, festeggiando l'impresa riuscita, un attimo dopo lo sgabello vacillò fino a rovesciarsi verso terra, facendo cadere rovinosamente sia lei che il mattone di Erbologia. Mollò quest'ultimo, portandosi d'istinto le mani al volto e lanciando un urlo udibile fin dalla Torre d'Astronomia. Ecco, adesso non solo si sarebbe rotta una gamba in quel salto nel vuoto sgraziato, ma avrebbe persino rovinato uno degli oggetti sacri della Pince, beccandosi una punizione. Che la sfiga avesse il nome di Emma Woodhouse?

 
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Elijah Matthew Sullivan
view post Posted on 18/6/2018, 15:23







Doveva assolutamente andare in Biblioteca e restituire tutti i libri che aveva preso. Era ancora nei tempi, ma era inutile tenerli nella sua stanza se li aveva già letti tutti. Un attimo ! No, doveva finire ancora "Pozioni in Medio Oriente". Sì, ma gli altri poteva toglierli di mezzo e fare spazio sul comodino.
Si fece anima e coraggio e si caricò dei volumi in questione. Scese in Sala Comune e proseguì verso il quarto piano. Non poteva dire che fossero pesanti, più che altro erano ingombranti da morire, specialmente quello di "Storia della Magia Greca nelle isole dell'Egeo".
Arrivato in Biblioteca notò, con un certo disappunto, che non c'era nessuno per ritirare i volumi. Sollevò gli occhi al cielo e si rassegnò al fatto che avrebbe dovuto fare tutto da solo.
Come previsto dal programma di sopravvivenza, si diresse alla sezione di Storia e si sbarazzò subito del mattone greco. Era impossibile non vedere dove andasse allocato, c'era un buco talmente grosso che faceva provincia.
Bene, bene, una volta mollato il Colosso di Rodi, poteva agevolmente riportare a destinazione il resto della ciurma.
Si lasciò per ultimo il volume di Erbologia, il più piccolo del gruppo. Si avvicinò allo scaffale e lo fece scivolare tra due volumi dal dorso color crema e le scritte dorate. Fantastico! Ora era libero di andarsi a fumare una bella sigaret…
Un urlo agghiacciante, e dal timbro indiscutibilmente femminile, gli fece sollevare la testa verso l'alto. No...no...no, no, no !! Le cose erano due e la scelta era immediata. Poteva spostarsi e fare il vago, oppure allungare le braccia e recuperare quello che gli stava per arrivare in testa. Qualcosa di pesantissimo atterò sul pavimento, ma sembrava che niente si fosse rotto. Gli occhi chiarissimi del Serpeverde erano però puntati su quello che arrivava dall'alto urlando. Le pupille si dilatarono a dismisura. Cosa …? Piovono ragazze !! Non si spostò di un millimetro, lasciando che il volatile improvvisato gli atterrasse senza danni, o quasi, tra le braccia.
- Ouch… - un verso strano gli uscì dalla bocca mentre la recuperava, ma fu dovuto più all'effetto sorpresa. La ragazza era leggerissima anche se la forza di gravità aveva fatto il resto. Quando fu certo che fosse saldamente tra le sue braccia, le mosse leggermente per sistemarla meglio ed evitare che cadesse. L'avvicinò al suo corpo e finalmente riuscì ad osservarla con attenzione. Era minuta, con capelli biondi e deliziosamente ondulati.
- Ah, però! Ma guarda cosa mi manda la sorte! - fece un ghigno leggerlo mentre non perdeva di vista gli occhi della ragazza - com'è che funziona? Se qualcosa cade dall'alto e lo prendi al volo diventa tuo, no?
Cercava di non ridere e di mantenere un'espressione neutrale. La mano sinistra la teneva appena sopra al ginocchio e la destra poco più su del fianco.
- Devo arguire che tu ora sei mia...uhm ? - le sue labbra si aprirono in un sorriso sghembo, scoprendo in parte i denti bianchissimi - certo, metterti nella mia borsa potrebbe diventare un po' complicato. Come la mettiamo ? Sarà un bel problema.



 
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Emma Woodhouse
view post Posted on 22/6/2018, 20:27




XhuUgZ8

«Per tutte le Api Frizzole del mondo!»
Nonostante i preamboli delineassero la situazione come la più grande catastrofe avvenuta ad Hogwarts nell'ultimo decennio, Emma in un batter d'occhio non si ritrovò con la faccia a terra e un gruzzolo di libri in testa, bensì tra le braccia di... di chi?
A contatto con quella che - evidentemente - doveva essere una persona in carne ed ossa, la Grifondoro aprì lentamente prima un occhio e poi l'altro, preparandosi ad affrontare la dura realtà, che a quanto pare sembrava presentarsi in tutto il suo splendore: due metri circa di altezza, dei muscoli che lei poteva solo sognare, un paio di occhi azzurri tendente al verde e un ghigno che al momento sembrava beffarsi di lei. E come dargli torto, d'altronde?

«Io sono... tua?»
Biascicò, sgranando gli occhi chiari, frastornata da quello che era appena successo. Si ritrovava tra le braccia di un perfetto sconosciuto, di cui ignorava l'esistenza fino a un attimo prima e c'era talmente vicina da poter notare la sfumatura del suo ciuffo di capelli. Aspetta, ma che diamine stava blaterando?
«EHI! Io non sono di nessuno e... tu-tu invece chi diamine sei? Da dove sei sbucato fuori? Mettimi giù! E non ridere!»
Parlò veloce, così come quando il professore di Difesa la chiamava alla cattedra per spiegare un incantesimo e gonfiò le guance come una bimba, non rendendosi neppure conto di quanto dovesse apparire buffa agli occhi altrui. Scostò lo sguardo dal ragazzo-salvatore che aveva appena evitato la catastrofe, imbarazzata per quel contatto fisico a suo avviso troppo ravvicinato. Il colmo, visto che lei era la prima, prima di sparire tra le campagne dell'Irlanda, che saltava addosso ai suoi compagni di casata, tempestandoli di abbracci (non richiesti).
«Non sto scherzando, mettimi giù, non sono abituata a stare così... in alto. Tranne al Campo da Quidditch, si intende.»
Scosse la testolina bionda, aggrappandosi un istante dopo alle spalle dello sconosciuto per non cascare nuovamente a terra, mentre squadrava il pavimento da una nuova prospettiva. Riportò poi lo sguardo sul volto squadrato, cercando di non fare l'offesa per il suo modo di fare indisponente. Ecco, non solo il danno, ma anche la beffa!

 
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Elijah Matthew Sullivan
view post Posted on 26/6/2018, 20:34







Aveva detto "Mettimi giu", vero? Sotto certi aspetti sarebbe stato decisamente piú divertente se avesse detto "Lasciami". Indubbiamente in quel caso si sarebbe divertito non poco. Non l'avrebbe mai fatta cadere a terra, era pur sempre un cavaliere, ma sarebbe stato ugualmente divertente farglielo credere.
- Devono essere davvero tante queste Api - sentenziò con aria trionfante - immagino che l'effetto sorpresa sia stato notevole.
Tornò estremamente serio, non che la situazione lo richiedesse. Lo richiedeva ben altro, la sua faccia tosta. Strinse gli occhi in modo famelico, mentre le iridi indugiavano sulla figura della ragazza tra le sue braccia.
- Non mi pare che io stia ridendo - le sue braccia strinsero appena il suo leggerissimo fardello.
- Sono Elijah Sullivan, Prefetto Serpeverde - si presentò senza indugio alcuno e mantenendo serissima la sua espressione - e tu sei...?
Anche lui era totalmente all'oscuro dell'identità della bionda, ed era curiosissimo di avere quell'informazione che gli mancava.
- Da dove spunto fuori? - aggrottò leggermente le sopracciglia, spingendo le labbra in fuori in una smorfia - Da sotto di te e anche fortunatamente, direi. Mi avrebbe seccato parecchio raccogliere la tua marmellata sul pavimento.
Non riusciva a spiegarselo, ma gli piacevano un sacco tutte le strane espressioni facciali che faceva, come muoveva le onde dorate da una parte all'altra. Era dannatamente semplice e spontanea nei suoi gesti. Non c'era artificio e neppure qualcosa di studiato. Quella che aveva davanti era solo quella ragazza, leggerissima e naturale come un fiore appena sbocciato. Un piacere per gli occhi, per i suoi occhi che avevano sempre rifiutato quei gesti. Ora li voleva in modo che non riusciva a spiegarsi.
Ne aveva parlato con sua sorella Sarah, confessandole che ora cercava quello che non aveva mai voluto e accettato. Non rinnegava quelli come lui, ma era alla ricerca di qualcuno che lo completasse, qualcuno diverso da lui. Non riusciva a smettere di pensare alla frase del Cappello Parlante, e non aveva alcun dubbio, ora, che quelle parole fossero sacrosante. Doveva passare acqua sotto ai ponti affinché lui la capisse. Ora quel tempo era arrivato ed Elijah non voleva piú precludersi nulla e nessuno.
- Devo metterti giù? sei sicura? - un sorriso fece di nuovo la sua comparsa sulle labbra del Serpeverde - io lo farei anche, ma tu continui a stringermi...non che la cosa mi disturbi, anzi...

 
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Emma Woodhouse
view post Posted on 3/7/2018, 22:22




XhuUgZ8

Cadere tra le braccia di uno sconosciuto, che adesso oltre ad un volto aveva anche un nome, un cognome e una casata, era in effetti una figuraccia che le mancava. Possibile che non riuscisse a passare in sordina, neppure volendo? Sbatté più volte le palpebre, accigliata. Non che le facesse così piacere dare ragione ad Elijah, ma aveva ragione. Arrossì, pronta a rifilare una scusa a quel contatto indesiderato. Com'era... volevo soltanto tastare il materiale della tua t-shirt?
«Non ti stavo stringendo, volevo soltanto... beh, comunque, non è mica questo il punto!» Si imbarazzò ancora di più, se possibile, scalciando tra le braccia del Serpeverde, chiaro segnale che quella posizione non facesse proprio per lei. Sì, era decisamente il caso che tornasse a camminare sulle sue gambe. «Elijah-Sullivan-Prefetto-di-Serpeverde, è tua abitudine andare in giro per Hogwarts ad aiutare le ragazze in difficoltà, o tra i tuoi compiti c'è anche quello di salvaguardare la biblioteca della Pince?»
Ad un ipotetico colloquio avrebbe sicuramente aggiunto tra le sue qualità anche quella di saper sdrammatizzare persino le situazioni più imbarazzanti. Bastava passarsi la mano tra i capelli e distogliere l'attenzione da sé, e il gioco era fatto.
«In ogni caso, ti ringrazio per aver evitato un possibile disastro.» Riportò poi lo sguardo sul ragazzo, all'apparenza almeno un paio d'anni più grande di lei. Non doveva essere un assiduo frequentatrice di Quidditch, non in occasione del precedente campionato perlomeno. Ricordava il viso dei due cacciatori, così come il loro giocare sporco. Si morse le labbra, pensierosa, prima di ritornare con i piedi per terra... metaforicamente parlando. «Io sono Emma. Emma Woodhouse, di Grifondoro. E...» Rise appena, portandosi la mano sul volto. «...giuro sulle Cioccorane che colleziono che di solito non attento né alla mia vita, né a quella degli altri.»
Sorrise, tirando indietro la testolina bionda. Dovevano essere cambiate parecchie cose durante il periodo trascorso lontano da scuola. Era abbastanza certa che tra i vecchi Prefetti di Salazar nessuno avesse gli occhi di quel Sullivan. Gliene avrebbe parlato Nieve, un tempo, delle nuove nomine, magari raccontandole un particolare delle ronde, prima di emettere uno dei suoi giudizi. Peccato che le cose fossero cambiate da tempo, tra loro due. «Beh, non so che abitudini abbiate voi giù nei sotterranei, ma direi proprio che sia il caso di terminare qui questa vicinanza forzata.» Citofonare a Von Kraus.

 
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Elijah Matthew Sullivan
view post Posted on 7/7/2018, 14:46







Quella era sicuramente la situazione più assurda e buffa che gli fosse capitata nell'ultimo periodo e di cose ne erano capitate parecchie, su questo non c'era alcun dubbio. Era un piatto troppo ghiotto per non metterci dentro la mano e acchiappare un pezzo di quello che conteneva. Fece un sorrisetto malefico, avvicinando il volto a quello della Grifondoro.
-Non mi stavi stringendo...mmmmnnhhh - i suoi occhi rimpicciolirono appena, facendoli assomigliare a quelli di uno dei serpenti che tanto adorava. La sua espressione divenne ad un tratto strana, come se la sua mente stesse pensando chissà cosa.
- E quale sarebbe il punto? Al momento mi sfugge - dopo quella domanda solenne, si concesse di guardare la ragazza in ogni minimo dettaglio presente davanti ai suoi occhi. Capelli, labbra, occhi, struttura fisica. Le prese il polso per un breve attimo e ne osservò la mano. Le mano, sì, la mano può dire moltissime cose di una persona, anche le più nascoste.
- Ti posso garantire che non vado in giro a cercarmi ragazze da salvare e non sono nemmeno a servizio di Madame Pince, ma ero semplicemente sotto di te a rimettere a posto un libro. Se non ti avessi presa, mi saresti arrivata tra capo e collo - la precisazione fu doverosa. In quel caso era stato davvero una vittima delle circostanze. Non aveva fatto davvero nulla per trovarsi una ragazza tra le braccia, anche se la cosa era decisamente piacevole, soprattutto perché la fanciulla in questione era decisamente bella. Certo, se gli fosse atterrata tra le braccia Polly Warner, primina di Serpeverde, l'avrebbe mollata a terra senza troppi complimenti. Mamma mia, quella faceva più schifo del succo di zucca e quando parlava sputacchiava anche. Ebbe un brivido d'orrore alla sola idea di trovarsela in braccio.
- Di nulla...Emma Woodhouse, Grifondoro - le fece un sorriso compiaciuto. Alla fine ci sono certi mali che non vengono proprio per nuocere. Parecchi hanno decisamente dei risvolti positivi, e Emma era uno di quelli.
Le sue esternazioni erano così pittoresche che il Serpeverde sorrise di nuovo, storcendo però la bocca quando lei fece riferimento alla Casa di Serpeverde.
- Abitudini nei Sotterranei?...ma che….? ma per favor… - si piegò verso il basso e la depositò a terra con molta delicatezza. Lo fece con un certo rammarico, ma senza lasciarlo capire alla Grifondoro. In fondo non era così cattivo, bastardo si, violento spesso e volentieri, orgoglioso quello sempre, ma si deliziava del suo ruolo di Cavaliere davanti alle ragazze.
- Ora sei di nuovo sui tuoi piedi. Va meglio ? - ne approfittò per sistemare la cravatta della divisa e tornò a guardare negli occhi Emma.


 
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